Quando ho affrontato i miei aborti, mi sono ritrovata a vivere un turbine di emozioni: rabbia, tristezza, confusione, paura. La paura di non essere più la stessa, di non sapere nemmeno chi ero, la paura di come sarebbe stato in ospedale e la paura non riuscire ad affrontare quel dolore ancora una volta.
All’inizio ho pensato che avrei dovuto essere forte, che avrei dovuto "superare" tutto senza fermarmi troppo ad ascoltare il dolore che provavo. Ma ho capito che dolore, tristezza e paura sono sentimenti e emozioni come le altre, e non c’è nulla di sbagliato nel provarli e anzi, imparare ad accoglierli con consapevolezza è un passo importante.
Abbiamo il diritto di sentirci vulnerabili, di aver paura, di piangere, di essere tristi. L'aborto spontaneo non è solo una perdita fisica, ma anche emotiva. E va bene sentirlo, va bene attraversarlo, va bene prendersi il proprio tempo e spazio per farlo.
Mi sono autorizzata a sentire, a essere fragile, a non avere tutte le risposte. Ho potuto farlo anche chiedendo aiuto. E in questo processo, ho imparato quanto il dolore e le paure mi raccontavano di me, quanto mi abbiano permesso di conoscermi nel profondo, ascoltarmi e trovare una forza che non immaginavo nemmeno di avere.
Se stai passando attraverso qualcosa di simile, sappi che non sei sola. Non c'è una strada giusta o sbagliata per affrontare il dolore, solo il tuo cammino. E va bene prenderlo un passo alla volta.
Se senti il bisogno dell’aiuto di una figura professionale competente ti ricordo che puoi accedere al servizio di primo colloquio gratuito e se senti il bisogno di parlare con altri genitori che hanno vissuto un lutto perinatale trovi anche la pagina dedicata alle realtà di gruppi di auto e mutuo aiuto in Italia in presenza e online.